Il comando Texture di Adobe Photoshop Lightroom e Camera Raw

Il "nuovo" comando Texture in Lightroom

Aggiornato il: mag 1

La storia di Lightroom per me iniziò nel lontano 2006, con la release della sua versione Beta per Windows. Da lì in poi il mio archivio non ha conosciuto foto che non sia passata dai suoi moduli Libreria e Sviluppo. Ancora oggi, gli sviluppatori, sono al lavoro per rilasciare sempre nuove versioni che abbracciano le richieste dei fotografi professionisti.

E' con questo spirito costruttivo che Adobe ci ha messo a disposizione, anno dopo anno, funzioni sempre più interessanti. Nel farlo ci hanno anche semplificato e velocizzato il flusso di lavoro e con queste premesse non rimane che aspettarci sempre nuove migliorie.

Ma, quanti di voi sanno davvero quello che stanno facendo quando muovono un cursore piuttosto che un altro? Mentre può sembrare evidente conoscere il risultato di modifiche apportate a Nitidezza o Saturazione, non è affatto certo il discorso se ci troviamo di fronte ad altri comandi. E questo è sicuramente il caso del nuovo comando Texture, apparso in LR con la versione 8.3 del maggio '19.




La tentazione di usare un nuovo comando è sempre forte, il suo nome piuttosto intuitivo raddoppia in noi la voglia di utilizzarlo. Ma, da buon Nerd, mi sono sempre incuriosito nell'andare a fondo e conoscere cosa ci dovrebbe muovere ad usare un comando piuttosto che un altro.


Bene, cominciamo!

Facciamo un passo indietro e spieghiamolo insieme agli altri ingredienti presenti sotto il capitolo Impatto all'interno del pannello Base dello Sviluppo: Chiarezza e Riduzione Foschia. A questi aggiungiamo, altrimenti non sarebbe un buon confronto, il comando Nitidezza.


Vediamo come distinguerli e usarli nei vari casi, supponendo nel mio esempio di andare ad utilizzarli con valori positivi.


  • Rimozione Foschia: il comando agisce sul contrasto aumentando anche la saturazione dei colori. Non è un comando da utilizzare per dare Nitidezza all'immagine e andiamo quindi ad escluderlo dal nostro confronto.

  • Nitidezza: il comando lavora alla combinazione tra dettagli e contrasto, anche se affermare di poter agire sul dettaglio in postproduzione non è del tutto corretto (il dettaglio è qualcosa che dipende strettamente dalla qualità reale della foto e quindi non modificabile in post, così come la messa a fuoco). Sarebbe quindi più opportuno dire che la nitidezza interviene sul micro-contrasto di un'immagine. Nel caso di Lightroom non è sufficiente toccare il Fattore, consiglio sempre di lavorare con più precisione andando a dosare al meglio le altre opzioni quali Contrasto, Dettagli e Mascheratura.

  • Chiarezza: aggiunge tridimensionalità e profondità all'immagine aumentando il contrasto locale. Vien da se che il comando vada ad agire anche sull'istogramma spostandone luci e ombre per creare contrasto.

  • Texture: ed eccoci al protagonista del nostro articolo, che entra in scena ovviamente per ultimo, ma non perché meno importante. Con questo comando possiamo accentuare i dettagli di una foto. Se scattate ritratti lo troverete molto utile per l'incarnato della pelle o per esaltare le trame nei capelli. Un paesaggista potrà sbizzarrirsi in moltissime occasioni. In entrambi i casi il suo lavoro sarà per così dire protetto perché il filtro non viene applicato allo stesso modo nelle aree dove si presentano meno trame (ad esempio nel cielo ed in zone di luce ed ombra). Il comando riesce infatti a lavorare in un modo molto particolare grazie ad un'analisi delle frequenze. Frequenze, ho letto bene? Ebbene si, anche nella fotografia esiste questo aspetto, per chi ne fosse completamente all'oscuro. Per capire questo aspetto dobbiamo sforzarci di pensare alla fotografia da un punto di vista nuovo, come se nell'immagine ci fossero due diversi livelli di informazione. Per farla semplice: - le basse frequenze, principalmente tutte quelle zone con luci, ombre e colori - le alte frequenze, zone costituite da dettagli Lavorando con le frequenze il suo algoritmo permette a questo comando di adattarsi perfettamente alla densità del dettaglio, e ricordiamoci che la sua applicazione non darà alcuna alterazione di tonalità.


Ipotizziamo quindi di voler lavorare sui dettagli di questa immagine tramite i diversi metodi sopra citati. Ho lavorato impostando il livello di zoom al 100% (1:1) e ne ho quindi estratto degli screenshot che vado a mostrarvi.


La foto è piuttosto morbida, necessita quindi di nitidezza seppur le impostazioni integrate nei RAW già impostano un "pre-dettaglio" in partenza.

Questo comando lo scarto a priori soprattutto perchè mi ha modificato le tonalità della casa avendo agito molto sul contrasto.

La nitidezza ha esasperato troppo tutti i dettagli indistintamente, compromettendo anche il rumore digitale, soprattutto nelle aree uniformi

Usando tutti gli strumenti messi a disposizione nel pannello Nitidezza (Fattore, Raggio, Dettagli, Mascheratura) abbiamo ottenuto un buon risultato, ma bisogna saperli dosare molto bene in combinazione con il tasto ALT

A conti fatti il comando Texture sembra quello che ci permette di ottenere il risultato migliore e in un minor tempo! Le aree più uniformi (cielo, finestra, neve) non hanno subito degrado o artefatti, questo grazie al lavoro svolto dall'algoritmo solo sulle frequenze che presentano reali dettagli.


Ricordate, se volete lavorare preservando ancor meglio le zone della vostra foto, che tutti questi comandi sono applicabili sia globalmente che localmente (Filtri e Pennello). Chiudo lasciandovi un piccolo segreto da provare: spostate il cursore di Texture verso sinistra e vi accorgerete che avete trovato una valida alternativa alla Riduzione Rumore.

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